Apro gli occhi e mi ritrovo qui, il prato è fiorito e la brezza muove appena le foglie degli alberi.
Tutto è esattamente come lo ricordavo, la piccola casa di campagna è solo un po’ sciupata ma ancora intatta.
Posso immaginare che nel recinto si muovano felici galline e coniglietti.
È tutto talmente perfetto ed io mi sento così bene che non può essere vero.
Che sciocca, niente è più vero ora, eppure nulla è mai stato così vero come ora.
Vorrei tanto che tu potessi vedere e sentire ciò che sto provando io.
Non sento alcun dolore, sono leggera e colma di immensa gratitudine perché questi fiori, questo verde, vivevano ormai solo nel ricordo, quello che si ferma dietro gli occhi, che non ti abbandona e quasi ti fa soffrire tanto si mantiene vivido nonostante tutto.
Tu ancora non lo sai bambina, ma i miei occhi da tempo non vedevano più. Ma lui era lì, con tutte le sue sfumature di erba, di petali e di cielo.
Era lì con la sua sensazione di morbidezza che sento anche ora fra le dita e sotto il mio corpo mentre mi abbandono come un tempo per guardare le nuvole rincorrersi in cielo.
Da piccola inventavo mille storie sulle nuvole. Potevano trascorrere ore senza che nessuno si accorgesse che non c’ero. E nel frattempo io inventavo e sognavo.
Sognavo soprattutto di volare sul campo fiorito e in mezzo a quelle nubi.
Mi sentivo viva, leggera e non avevo mai paura.
Cara bambina, non avevo niente, non possedevo nulla a parte una bambola talmente brutta da “spaventare anche la tempesta” come diceva mio babbo.
Eppure, mi sentivo così ricca. Avevo il prato, i fiori, il cielo e qualche insetto che mi sfiorava solo per annusarmi.
Ed ora eccomi di nuovo qui, stesa sul prato che circonda la mia vecchia casa d’infanzia. Non chiedermi come sia possibile, da tempo non mi stupisco più di nulla.
È rimasto tutto com’era, quasi che il tempo non fosse passato.
Tutto torna bambina mia, ogni cosa si rincorre e tu corri con le cose per poi tornare esattamente nel punto in cui tutto ha avuto inizio.
Guardo con avidità ogni corolla e ogni petalo cercando di assorbire il più possibile di tutta questa bellezza e davvero vorrei che tu potessi sentirla proprio ora attraverso di me.
Guarda quella nuvola, non ti sembra abbia la forma di un gufetto? Scherzo bimba mia, lo so che ti fa paura e rido, rido al pensiero delle espressioni che si disegnano sul tuo viso in ogni momento.
Ti osservo con una fitta di nostalgia acuta nel cuore per la dolorosa consapevolezza che non potrò mai esserti più accanto di così e quella che mi colpisce di più è l’espressione che assumi quando qualcosa ti ferisce o ti offende.
Ogni volta in cui le cose non vanno esattamente come vorresti tu ti fermi immobile, il visetto serio e fisso verso un punto lontano. Non sposti lo sguardo e resti sorda al richiamo di chi cerca di farti ridere.
Ecco, in quei momenti in particolare, io ritrovo il mio viso nel tuo.
La stessa espressione malinconica e confusa, o forse solo assorta in pensieri più grandi di te.
Quante volte il mio volto è stato identico al tuo bambina mia.
Ti guardo, ti trovo bellissima e sono serena perché so che questo tuo stare altrove durerà davvero poco. Giusto il tempo che serve per sentire sulla tua pelle baci e parole dolci e il tuo viso tornerà ad essere quell’immensa meraviglia di felicità che riflette ciò che sei.
Sorridi bambina mia, fallo più che puoi, fallo anche per me, in barba a tutti e in barba al mondo.
E quando ti sentirai così, desiderosa di fermarti un attimo per guardare un punto lontano, sappi che io saprò capirti e sarò sempre lì, accanto a te.