A mia figlia non piace leggere

Con Lucia ero abituata davvero bene: le ho letto tanto fin da piccolissima, e lei mi ha sempre dato soddisfazione, dimostrandosi molto interessata e partecipe.

Era una di quelle bambine che, per intenderci, chiedeva “ancora” appena il libro finiva, e voleva riascoltarlo anche per dieci volte a fila, fino allo sfinimento, per riuscire a fissarlo bene nella sua testa, così da poterlo recitare a memoria sfogliandolo, con tutte le parole perfette, anche quelle di cui non conosceva il significato, aggiungendo persino commenti, suoi e miei, nel raccontarlo a chi avesse il piacere di ascoltarla.

Era ed è tutt’ora una di quelle bambine che in biblioteca vorrebbe portarsi via tutto; che pur essendone sommersa vuole sempre un libro nuovo quando ne vediamo in vendita; di quelle che mentre le asciugo i capelli vuole sfogliarne uno e mi chiede continuamente di poterne guardare un altro subito dopo; è una di quelle bambine che già a cinque anni riesce a seguire anche un libro senza figure!

Questo feeling tra noi due mi è da subito sembrato un punto di contatto, per noi che siamo così uguali nei lineamenti e così diverse caratterialmente, abbiamo il nostro appuntamento quasi quotidiano, ci trovavamo lì e ci ritroviamo sempre lì, a leggere qualcosa con lei seduta sulle mie gambe, stretta tra le mie braccia, che regge il libro al posto mio, mentre io posso riposare le mani…

E così son rimasta davvero male quando Violante, che pur si è sempre vistosamente dimostrata disinteressata alla lettura, un bel giorno ha iniziato con le sue manine a chiudere il libro che provavo a proporle e ancora di più quando ha iniziato a pronunciare un sibilato e assurdo “basssta” muovendo la testa a destra e a sinistra per mettere in evidenza il suo definitivo no!

Quel giorno, in cui ho chiaramente capito che a mia figlia non piace leggere, ho pensato che non avremmo mai avuto un punto di incontro, come se io fossi fatta soltanto di libri e parole e non avessi null’altro da offrirle, nessun altro luogo dove poterla incontrare se non tra quelle pagine…

Per fortuna poi abbiamo trovato la musica e ci siamo incontrate lì; persino all’asilo mi hanno detto che ha proprio la musica dentro, forse gliel’ho infilata io, ma con i libri ho continuato a provare e a provare, senza arrendermi, stringendo i denti dopo ogni no.

Finalmente, con la sua acquisizione di una più brillante manualità, ho trovato nei libri con attività incorporate dei perfetti complici per questa mia ricerca quasi diventata sfida.

Le parole da leggere devono essere poche, pochissime o del tutto assenti; le pagine devono essere intriganti e le sue dita devono poter toccare qualcosa, o addirittura devono poter interagire con le pagine in qualche modo. I suoi preferiti sono quelli con i puzzle incorporati, o con qualche immagine da scoprire nascosta dentro una finestra, intriganti quelli con gli adesivi o oggetti da attaccare con il velcro, appassionanti anche quelli in cui con un dito puoi far muovere o completare le immagini!

Che bello Violante incontrarti anche qui!

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